Da: "vento... su TL" A: Oggetto: [Tamburi Lontani] RASSEGNA STAMPA DEL 2003/02/18 (2^ parte) Data: martedì 18 febbraio 2003 15.12 Ciao Lista... un saluto a tutti... E... per Enzo... qualunque siano le tue esigenze... io ti dico... NON TE NE ANDARE! Rimani con noi... c'è ancora tanta strada da fare... e ancora tanto da vivere e sognare sotto il segno di Clà... in questo piccolo grande mondo virtuale... Che il tuo battere sia vivo anche qui! Resta cmq... al d là di qualsiasi problema personale... e continua il tuo viaggio e il tuo sogno assieme con noi... su un treno per dove... saprà condurci Clà... Giuseppe ........................... Il sogno è sempre... -------------------------------------------------------------------------------- Dal «Trionfo» in tv al cd, sognando Wonder e De Crescenzo Cuomo: «L'operazione successo comincia adesso» R.S. Il quattro dicembre scorso 130.376 persone televotarono per lui eleggendolo campione della prima edizione di «Operazione Trionfo». Bruno Cuomo, 24 anni, laureato in Giurisprudenza, la decisione «di fare il cantante a tutti i costi» e un album che porta il suo nome appena arrivato nei negozi, sta scoprendo come il successo, se non proprio il trionfo, sia tutt'altro che facile da conquistare; che un'«operazione» televisiva non basta certo a trasformarlo in un divo canoro. E non solo perché lo show affidato a Miguel Bosè non gode della spinta promozionale garantita da Mediaset alla De Filippi e ai suoi «Amici». «Ho visto gente famosa cadere rapidamente ed essere dimenticata», riflette lui, che non posa a divo e non sembra l'ennesimo «tipo da teleschermo» creato dal reality show del momento: «Figurarsi se credo di arrivare e fare chissà quale sfracello. Ma ho preso una decisione: voglio fare il cantante, di serie A, che è il campionato in cui mi sembra di giocare adesso, sia pure come l'ultimo dei rincalzi. Ma anche di serie B e C, più in basso di così non credo si possa andare. Posso fare il corista, lavorare nei club, ma cantare è la mia vita. Dopo essermi laureato ho deciso: non volevo diventare vecchio senza aver tentato di essere felice». «Bruno Cuomo» è un prodotto di pop italiano, ora melodico ora ritmicamente un po' più spinto, con un occhio alla programmazione radiofonica e alla stagione calda che verrà. La voce del ragazzo è calda e ferma, colorita e convincente soprattutto quando i suoi autori (Bigazzi, Cremones e Cavalli) gli permettono di avvicinarsi all'amata black music: «Mezzamerica» unisce, ad esempio, i suoi miti di riferimento musicali, Stevie Wonder e il soulman verace Eduardo De Crescenzo, mentre non mancano le cover di «Unchained melody» (il brano che gli è valso il titolo e il contratto con la Wea) e «Strada facendo» di Claudio Baglioni, amore adolescenziale, «con l'hard rock dei Deep Purple, però». Bruno, infatti, continua a studiare pianoforte senza discriminare tra i generi musicali: ha suonato nei locali, ha messo in piedi un gruppetto caciarone e rockettaro, ha praticato la strada dei classici napoletani e si prepara a riprendere presto la concorrenza con i suoi ex colleghi-rivali-amici dell'accademia gestita da Rossana Casale: in arrivo ci sono, infatti, anche gli album di Daniele (per la Sony) e di Livia (per la Warner) che in tv gli hanno dato non poco filo da torcere, e ora vedremo quali carte caleranno nell'avvelenato mondo del pop. «So bene che la televisione è una cosa e la musica un'altra», continua con quella sincerità che potrebbe essere una delle sue carte vincenti, «sono pronto a scoprire che chi mi ha portato alle stelle solo due mesi fa si è già dimenticato di me, ma le prime risposte al disco mi sembrano positive. Da venerdì ho un fan club in rete: in questi tre giorni già in settecento si sono collegati al sito, in molti hanno lasciato un messaggio come testimonianza del fatto che le mie canzoni cominciano a piacere. Se sono rose fioriranno, ma io, anche se non fioriranno, troverò la maniera per vivere della mia voce». Fonte: "Il Mattino" .......... SPETTACOLI Palcoscenico "all stars" tutto made in Vicenza nella rassegna notturna del Sartea Jazz Club di Davide Golin Da Bob Bonisolo ai fratelli Calgaro, a Gianni Bertoncini: sarà una all-stars tutta "made in Vicenza" a esibirsi questa sera al Bar Sartea, in occasione della rassegna Sartea Jazz Club. E con una chicca per i jazzofili: la tromba di Fabrizio Bosso, una tra le migliori della scena europea. Bob Bonisolo, nato in America, è stato un giovane talento prodigio del sax, vincendo palate di riconoscimenti in passato come le selezioni per la Canadian All Star Band, l'American All Star Band e nel 1987 il Canadian Rising Star Award e l'American Rising Star Award. Ora Bonisolo, trasferitosi da tempo nel vicentino, è tra le figure di spicco del suo strumento. Con lui, la chitarra di Michele Calgaro, il contrabbasso di Lorenzo Calgaro e la batteria di Gianni Bertoncini: il combo che qualche tempo fa incise il disco The Edge. Di qui il titolo della serata di stasera, Second Edge, con special guest Fabrizio Bosso. Nato a Torino, Bosso inizia lo studio della tromba a 5 anni con suo padre. A 15 anni si diploma in tromba presso il conservatorio G. Verdi di Torino; nel 1990 vince una borsa di studio e frequenta i seminari estivi del S. Mary's College di Washington. Nel 1993 vince l'audizione per l'orchestra del "Paese degli specchi" di Bologna e svolge attività concertistica sotto la direzione di GeorgeRussell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley, Steve Coleman. Da allora diventa musicista free lance, collaborando e incidendo con il gotha del jazz, con incursioni nel pop con Gegè Telesforo, Claudio Baglioni, Tullio De Piscopo. Nel 1999 crea il suo primo gruppo: registra il primo disco e viene votato come "Miglior Nuovo Talento" del jazz italiano dal referendum della rivista Musica Jazz. Nel 2000 viene consacrato come uno dei migliori trombettisti sulla scena grazie ad innumerevoli partecipazioni di prestigio in festival nazionali e internazionali. La formazione di stasera al Bar Sartea Fabrizio Bosso alla tromba, Robert Bonisolo al sax, Michele Calgaro alla chitarra, Lorenzo Calgaro al contrabbasso, Gianni Bertoncini alla batteria. Ingresso libero, inizio alle 21. Fonte: "Il Gazzettino" on line .................... CONCERTO A FANO SESSION MAN DI ALTA CLASSE di Claudio Salvi FANO - Strano destino quello dei musicisti jazz in Italia. Per la povertà che da sempre contraddistingue i circuiti legati alla musica afroamericana, molti artisti di grande livello sono costretti a prestare il loro talento ed il loro virtuosismo alle pop star per sbarcare il lunario. La lista dei jazzisti che collaborano con i big della musica leggera è lunghissima. Di quelli transitati a Fano possiamo citarne alcuni: Marco Tamburini (Jovanotti), Roberto Gatto (Pino Daniele), Danilo Rea (Claudio Baglioni), Massimo Moriconi (Mina), Fabrizio Bosso (Sergio Cammarriere). Solo per fare alcuni esempi. Il progetto che sarà presentato giovedì sera al Marilyn nasce dall'incontro di due musicisti che sono considerati tra i migliori session man italiani: Nico Gori (sax tenore e soprano) ed Ellade Bandini (batteria). Due artisti che si sono conosciuti in tour lo scorso anno mentre "prestavano" la loro opera per un altro grande nome della musica leggera: Anna Oxa. Fra loro è subito scattato quel che si dice feeling a prima vista. E' nata così la voglia di creare un gruppo con cui suonare e nel quale le parole d'ordine fossero "feeling" e "sound" Si sono formati così i "Groovin' High", formazione di ospiti illustri della pop-music perché annovera anche Massimo Moriconi (contrabbasso) che come detto è stato il bassista di Mina ma anche di Fabio Concato. A completare la formazione ci sarà anche Sandro Gibellini alla chitarra. Il repertorio dei "Groovin' High" è formato da brani originali di Nico Gori e songs del periodo hard bop. Ma la vera particolarità di questo gruppo sta nella scelta dei pezzi e nella grande energia con la quale vengono eseguiti. I quattro che si esibiranno sul palco del locale di via Roma dichiarano di ispirarsi alla linea indicata dal grande Massimo Urbani. Una curiosità in più nella originalità di questa formazione. Ellade Bandini, celebrato batterista dei più grandi cantautori italiani - in particolare di Francesco Guccini - ha già al suo attivo numerose collaborazioni con jazzisti italiani e internazionali. Per informazioni sulle jam-session e la serata di giovedì sera 0721-820275, prenotazioni 0721-838189. Fonte: "Il Messaggero" di Pesaro --------------------------------------------------------------- RICEVI QUESTA NEWSLETTER PERCHE' SEI ISCRITTO A DOMEUS.IT - Home for Communities --------------------------------------------------------------- Per cancellarti da questo gruppo clicca su http://www.domeus.it/public/unsubscribe.jsp?tsp=1045577570659&gid=303268&uid=18020502&sig=NDFGIJCLCKNNKFLK L'utilizzo di domeus è definito dai Termini e Condizioni di eCircle Srl: http://www.domeus.it/info/terms.jsp